Cenni di Storia della Fotografia – 1

  Niecéphore Niépce  1765 -1833

CENNI DI STORIA DELLA FOTOGRAFIA.1

Questa veduta doveva essere molto familiare all’autore, Niécephore Niépce, dalla finestra al secondo piano della sua casa di famiglia nel villaggio di Saint-Loup de Varennes. Possiamo solo immaginare quante volte deve aver guardato fuori oltre la sua scrivania, magari pensoso in cerca d’ispirazione.

Ma quello che vedeva alla fine fu catturato dalla sua camera. View from the Study Window in Maison du Gras, (Giugno Luglio del 1827) è  la prima immagine permanente della storia della fotografia.

Ed era proprio la veduta dalla sua finestra che cercava di catturare a partire dal 1816 nei suoi “disegni con la luce”. Ci si può chiedere cosa lo motivasse tentativo dopo tentativo a indirizzare l’occhio della sua camera fuori dalla finestra.

Nel 1816 scrive a suo fratello Claude

” sto cercando di mandarti gli ultimi 4 esperimenti. Due piu’ grandi e due piccoli, sono piu’ chiari e piu’ definiti, questo grazie a un piccolo trucco: ho ridotto l’apertura delle lenti con un pezzo di carta. In questo modo entra meno luce all’interno della camera e di conseguenza l’immagine riuslta piu’ vivida, le ombre piu’ nitide e meglio iluminate”

Soltanto nel 1825 trovò la soluzione: l’eliografia, una tecnica di impressione delle immagini fotografiche su carta, effettuata mediante un processo che combina il trasferimento di un positivo fotografico su una vernice fotosensibile:

dopo aver steso uno strato di bitume di Giudea ridotto in polvere e disciolto in essenza di lavanda la soluzione viene pennellata su una lamina di rame ricoperta d’argento e quindi fatta asciugare; lo strato di vernice fotosensibile viene esposto per qualche ora sul fondo di una camera oscura; successivamente la lamina viene immersa in un bagno di lavanda per dissolvere i frammenti che non hanno ricevuto la luce e così si ottiene l’immagine in negativo. Per il positivo occorre un contenitore con cristalli di iodio che formano depositi di ioduro d’argento; eliminando la vernice con l’alcool appare l’immagine fotografica vera e propria.

L’unico imprevisto è che il risultato del suo lavoro non è fissato e quindi si annerisce progressivamente al contatto con la luce.

Minato dalle difficoltà finanziarie, Niépce si rende conto dell’importanza della sua invenzione e cerca contatti per farla riconoscere e perfezionare. Si associa a Louis Daguerre, un anziano pittore e scenografo che ha incontrato e che persegue il medesimo obiettivo. Niépce porta la sua invenzione, Daguerre le conoscenze e la sua “industria”. Insieme, cercano di abbreviare i tempi di posa e di commercializzare i frutti di questa scoperta.

Ma, ironia della sorte, è solo dopo la morte di Niépce, nel 1833, che il suo sogno diventerà realtà, con l’invenzione di un processo che riduce i tempi di posa a alcune ore, facendo nascere il famoso apparecchio che porta il nome del suo socio, il Dagherrotipo.

 

Cenni di storia della Fotografia, di Simona di Raimondo,
per FotoGalleria.eu

 

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