Cenni di Storia del Fotogiornalismo – 4
4. L’Etica e il Fotogiornalismo
I fotoreporter lavorano sottostando allo stesso codice etico degli altri giornalsiti; fotografare le notizie rappresenta addirittura la faccia più discussa del’aspetto etico legato alla professione giornalistica. I fotogiornalisti si assumono l’onere morale di cosa ritrarre, di quali soggetti immortalare e di cosa mostrare al pubblico; queste innumerevoli tematiche continuano ad essere costantemente discusse e i loro valori o i loro parametri sono continuamente in mutamento a seconda del periodo storico che si analizza. In quest’epoca appare chiaro come all’interno del discorso etico-fotogiornalistico si intreccino problematiche legate al ritorno economico dovuto alla diffusioni di immagini che stuzzichino la pubblica morale.Ad esempio in uno scenario culturale come quello statunitense le immagini ad “alto contenuto di sangue” ottengono grande successo e si tramutano in grandi introiti per chi le pubblica. La controversia legata alla pubblicazione di fotografie che ritraggono morti è la più preponderante, spesso la famiglia della vittima non ne è a conoscienza fino alla pubblicazione dell’immagine; un’esempio è la “morte del soldato Viet-cong” di Eddie Adams che vincerà il Premio Pulitzer.
Altre due problematiche che riguardano il fotogiornalismo sono la privacy e il diritto di compenso per il soggetto ritratto. Sopratutto in fotografie di scene violente la questione della praivacy diventa centrale e quando si mischia con notizie di particolare interesse generale entra in conflitto con il dovere giornalistico di cronaca. Nel nostro paese ad esempio la politica di salvaguardia della praivacy e della sensibilità pubblica ha portato a una diffusione delle immagini differente rispetto alla situazione statunitense menzionata prima; addirittura le nostre immagini hanno rimosso i morti dalle guerre e dai terremoti. Questo a mio avviso ha portato ad un impoverimento della cronaca fotogiornalistica e dell’immaginario comune. Ananlizzando, invece, fotografie che ritraggono soggetti privati in situazioni scabrose le normative prevedono che il soggetto possa chiedere un compenso per la pubblicazione delle immagini.
Con lo scorrere della Storia e del progresso tecnologico si sono aggiunte nuove possibilità tecniche nel campo delle arti visive; nel mondo fotogiornalistico con l’avvento della fotografia digitale si è imposta un’altra tematica etica : la manipolazione delle immagini.

Spencer Platt
Le immagini possono essere ritoccate per motivi estetici, come gli aggiustamenti sul colore, oppure totalmente alterate con l’inserimento di elementi esterni all’immagine iniziale o ancor peggio manipolate concettualmente con didascalie forvianti. Le fotografie nella guerra in Libano del 2006 sono un’esempio di come didascalie false abbiano portato ad una strumentalizzazione delle immagini e della professione del fotogionalista. Bisogna però aggiungere che spesso l’opera dei fotogiornalisti, una volta in mano alle redazioni, viene ritoccata dagli editor e manipolata. Il lavoro svolto in qualche redazione sovente travalica il confine, facendo quasi perdere il diritto d’intervento del fotoreporter sulla salvaguardia della sua fotografia.
Fonti: Wikipedia.org
Cenni di Storia del Fotogiornalismo by FotoGalleria.eu
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