dic 19 2012

I fotografi più famosi del mondo – Rineke Dijkstra

chiara raffo

Rineke Dijkstra (1959)

Fotografa olandese il cui lavoro artistico si è da sempre concentrato sulla ritrattistica. Ha studiato alla Rietveld Academie di Amsterdam dal 1981 al 1986.

I suoi soggetti sono spesso fotografati in piedi, di fronte alla macchina, con uno sfondo minimale, in quanto sono la scelta di un momento o di uno spazio particolare in cui ritrarre i proprio soggetti l’elemento fondamentale del suo lavoro.

All’inizio ed alla metà degli anni Novanta ha fotografato bambini e giovani adolescenti sulla spiaggia mentre escono dall’acqua, catturando la loro vulnerabilità colti nello spazio di transizione tra la protezione dell’acqua e l’anonimato dello stare seduti o distesi su un telo da bagno.

Nella serie dei ritratti dei toreri (1994) fotografa gli uomini subito dopo la corrida, ancora sporchi di sangue, ma con l’adrenalina che si sta placando; ed è proprio nel momento in cui si iniziano a rilassarsi ed ad abbassare la guardia che inizia il lavoro dell’artista.

Sempre nel 1994 ha fotografato tre donne: la prima un’ora dopo aver partorito, la seconda dopo un giorno e la terza dopo una settimana. Questa serie evidenzia il profondo cambiamento nella relazione delle donne con il loro corpo che si modifica e l’istintiva protezione verso i loro neonati.

I suoi lavori fanno parte di numerose collezioni dalla Tate di Londra al Moma di New York.

Copyright Rineke Dijkstra – Julie, Den Haag, Netherlands, February 29 (+ 2 others; set of 3)

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dic 12 2012

I fotografi più famosi del mondo – Willie Doherty

chiara raffo

Willie Doherty (1959)

Fotografo nordirlandese di moda, è stato nominato per il Premio Turner nel 1994 e nel 2003.

Dopo aver studiato presso l’Ulster Polytechinic a Belfast, rende il conflitto nell’Irlanda del Nord il tema centrale dei suoi video e del suo lavoro fotografico.

Testimone del “Bloody Sunday” in Derry, inizia a creare strategie visive per rappresentare il conflitto. L’allegoria creata dall’artista attraverso le sue immagini evidenzia la possibilità di documentare una complessa situazione politica senza il taglio del fotogiornalismo.

Doherty utilizza stratagemmi per riuscire ad estendere al contesto dell’arte la complessa esperienza della storia irlandese: per esempio, talvolta utilizza l’audio per stabilire le diverse voci che costituiscono i punti di vista di coloro che sono coinvolti nel conflitto. Usa poi la fotografia per presentare i detriti corrosi di luoghi marginali ed abbandonati, esempi tipici della funerea desolazione presente nei suoi lavori fotografici.

Dark Stains (1997), macchie scure, che nel titolo fa riferimento all’idea cristiana del peccato originale ed al posto che esso assume nella retorica della politica irlandese, ne è un esempio.

Copyright Willie Doherty – Shifting ground, 1991

 

 

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dic 4 2012

I fotografi più famosi del mondo – Juergen Teller

chiara raffo

Juergen Teller (1964)

Fotografo tedesco di moda, dopo aver studiato a Monaco all’inizio degli anni ottanta presso la Bayerische Staatslehranstalt für Photographie, si trasferisce a Londra.

Negli anni Novanta la sua fotografia inizia ad avere una posizione dominante nel campo della moda; i suoi lavori vengono pubblicati in riviste, quali The Face, Vogue, Index, WMagazine, Details ed ID.

Successivamente ripresenta in libri e mostre i suoi scatti di moda dall’aspetto informale, realizzati con una 35 mm, accanto a still life e ritratti della sua famiglia, incominciando ad essere riconosciuto criticamente. Nel 1999 Teller produce il progetto Go Sees, che comprende un cortometraggio, un libro e diverse mostre. Il termine “go sees” è utilizzato quando una modella viene mandata dal suo agente ad incontrare un fotografo nella speranza di ingaggi futuri. Per più di un anno Teller ha fotografato quindi modelle documentando in maniera vivida le false speranze e le loro vite prive di fascino, rivelando un atteggiamento critico verso l’industria della moda. Nel 2002 Teller si spinge oltre la sua sensibilità fotografica schietta e con il libro Marchenstuberl punta l’obbiettivo verso di sé.

Le fotografie di Teller sono state esposte nei maggiori musei, dalla Fondazione Cartier di Parigi al Moma Di New York.

Copyright Juergen Teller - Kate Moss in Ronnie Wood's Recording, 2000
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nov 17 2012

Le foto più famose del mondo – Annie Leibovitz

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Le foto più famose del mondo – Annie Leibovitz

Fotografa: Annie Leibovitz (1949)
John Lennon e Yoko Ono
New York City, 8 dicembre 1980

La rivista Rolling Stone aveva affidato ad Annie Leibovitz il compito di immortalare John Lennon e Yoko Ono nel loro appartamento nel Dakota Building a New York City, in occasione dell’uscita del loro disco “Double Fantasy”. La Leibovitz collaborava con la testata già da 10 anni ed uno dei primi servizi che Annie svolse per loro, a soli 21 anni, fu proprio a John Lennon. Quel ritratto le valse la sua prima cover.

Ricorda la Leibovitz: “Yoko Ono voleva levarsi solo la maglietta ma le consigliai di rimanere vestita”. Il commento di John Lennon dopo lo scatto che li ritrae sul pavimento fu “hai catturato esattamente la nostra relazione”. Poche ore dopo il servizio, circa 4, ricorda Yoko Ono, “Il destino si abbattè su di noi”. John Lennon venne ucciso.

Il 22 gennaio del 1981 veniva pubblicato e messo in vendita Rolling Stone, con in prima pagina quella che fu nominata la migliore fra tutte le copertine pubblicate nel XX secolo. In quell’edizione per la copertina non ci fu alcun titolo nè testo, escluso il nome della testata.

Annie Leibovitz

Anna-Lou (Annie) Leibovitz è una fotografa statunitense, di origini ebraiche. Ritrattista affermata, Leibovitz ha uno stile caratterizzato dalla stretta collaborazione tra fotografo e modello.
Divenne famosa durante i suoi 13 anni passati come fotografa per la rivista Rolling Stone, dal 1970 al 1983. Nel 1975, occupò il ruolo di fotografa della tournée di concerti del gruppo rock dei Rolling Stones. Negli anni 1980 la Leibovitz fotografò delle celebrità per una campagna pubblicitaria internazionale della American Express. Dal 1983 ha lavorato come fotografa ritrattista per Vanity Fair. Nel 1990 viene premiata col Infinity Awards per la Applied photography e dal 1998 inizia a lavorare anche per Vogue. Mostre di sue immagini sono apparse in musei e gallerie di tutto il mondo, è stata designata Leggenda Vivente dalla Library of Congress ed ha ricevuto numerosi riconoscimenti di livello mondiale. Ha pubblicato cinque libri di sue fotografie: Photographs, Photographs 1970-1990, American Olympians, Women, e American Music.

Le foto più famose del mondo –  di FotoGalleria.eu

Fonti: Annie Leibovitz – At work (p. 237, De Agostini Editore) - Wikipedia . org – Vanity Fair . com


nov 11 2012

Le foto più famose del mondo – Don Bartletti

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Le foto più famose del mondo – Don Bartletti

Fotografo: Don Bartletti (1947)
Freight trains (Treni merci)
Weligama, Sri Lanka, 2000

Don Bartletti del Los Angeles Times ha vinto il Premio Pulitzer per la Fotografia 2003 per il suo memorabile ritratto di come i giovani centroamericani, spesso affrontando pericoli mortali, viaggiano verso nord per arrivare negli Stati Uniti.

“Ero stato su questo treno da Veracruz a Città del Messico per tutta la notte, avanzando inesorabilmente attraverso passi e tunnels di montagna ghiacciati e densi di fumo di locomotiva diesel. All’alba, la maggior parte dei passeggeri si sono ammassati in basso vicino alle ruote, in cavità riparate dal vento. Salendo una scala sul lato di un vagone, sono arrivato sul tetto e mi sono stupìto di vedere il treno scomparire in un banco di nebbia fitta. Diversi vagoni davanti, ho notato la figurina di un ragazzo seduto da solo. Mi sono affrettato attraverso i tre o quattro vagoni-cisterna che ci separavano e ho gli fatto due foto orizzontali e tre verticali senza che lui si spostasse mai o accorgesse di me. I suoni dei clicks degli scatti si perdevano nei rumori dei venti. Sono stato sopraffatto dalla sua solitudine e ho esitato a parlare con lui. Chiedere il suo nome sembrava più un’intrusione maleducata che una necessità giornalistica. Poi la nebbia ci avvolse. L’immagine e il suo anonimato sono una metafora: un punto di vista su un orizzonte poco chiaro per ogni migrante che non guarderà più indietro”.

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ott 14 2012

Le foto più famose del mondo – Steve McCurry

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Le foto più famose del mondo – Steve McCurry

Fotografo: Steve McCurry (1950)
Fishermen
Weligama, Sri Lanka, 1995

“Avevo fotografato questi pescatori con questo modo molto singolare di pesca dalla riva e dopo un po’ mi sono reso conto che per ottenere il miglior angolo dovevo unirmi a loro, così ho dovutoimmergermi fino alla vita. E ‘un modo strano e meraviglioso quello in cui pescano, appollaiati su questi pali piantati nell barriera corallina. Si siedono lì per un paio d’ore la mattina, e poi due ore nel tardo pomeriggio, e mi ha stupito la quantità di pesce che riescono effettivamente a prendere”.

Steve McCurry sarà in mostra con oltre 200 scatti a Genova dal 18 ottobre 2012 al 24 febbraio 2013.

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ott 7 2012

Le foto più famose del mondo – Robert Capa

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Robert Capa "Omaha Beach" - Normandia, Francia, 1944

Fotografo:  Robert Capa (1913 – 1954)
Omaha Beach
Normandia, Francia, 1944

“Se le vostre foto non  sono abbastanza buone è perché non siete abbastanza vicini“ era solito affermare il reporter di guerra Robert Capa. La mattina  del D-Day, il 6 giugno 1944, Capa sbarcò assieme alla prima ondata di soldati, sulla spiaggia della Normandia. “Omaha Beach” è il nome in codice dato dagli alleati ad una delle cinque spiagge su cui avvennero gli sbarchi ed è anche il nome della fotografia che ha portato alla ribalta il foto-giornalismo.  Su questa spiaggia gli alleati registrarono il maggior numero di perdite.

Sotto fuoco pesante, Capa si gettò sotto la poca copertura che si riusciva a trovare, scattò tutto il rullino nella sua macchina fotografica, e riuscì a malapena ad uscire da quella situazione. Dei quattro rullini della  battaglia del terribile D-Day, tutte le foto tranne 11 vennero rovinate da un assistente di laboratorio impaziente, che danneggiò i negativi nella fretta di svilupparli perchè stava cercando di rispettare la scadenza per il prossimo numero della rivista Life.


Robert Capa

Robert Capa, pseudonimo di Endre Erno Friedmann,  è stato un fotografo ungherese.  Nel 1947 a Parigi fonda – assieme a Henri Cartier-Bresson, David “Chim” Seymour e George Rodger – l’agenzia cooperativa Magnum, diventata una delle più prestigiose agenzie fotografiche.

Capa era famoso anche per la sua temerarietà, che lo aveva portato ad andare all’attacco con la prima ondata nello Sbarco in Normandia e a paracadutarsi da un aereo assieme ai militari professionisti per ritrarre da vicino l’attraversamento del Reno.
La sua passione e la sua vita, l’amore per la fotografia, lo porta a morire nel 1954 durante la Prima Guerra d’Indocina, al seguito di una squadra di truppe francesi, saltando in aria dopo essersi inoltrato inavvertitamente in un campo minato.

I suoi reportage rendono testimonianza di cinque diversi conflitti bellici: la guerra civile spagnola (1936-1939), la seconda guerra sino-giapponese (che seguì nel 1938), la seconda guerra mondiale (1941-1945), la guerra arabo-israeliana (1948) e la prima guerra d’Indocina (1954).

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Fonti: Magnum Photos - Wikipedia


set 19 2012

Faking It – La Fotografia Manipolata Prima di Photoshop

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Faking It - La Fotografia Manipolata Prima di Photoshop

Il Met mette in scena la prima grande mostra sul fotoritocco prima dell’era del digitale.

Galleries for Drawings, Prints, and Photographs and The Howard Gilman Gallery - The Metropolitan Museum of Art, 1000 Fifth Avenue, New York, New York

Dal 11 ottobre 2012 al 27 gennaio 2103

Faking It è divisa in sette sezioni, ognuna incentrata su un diverso insieme di motivazioni per manipolare l’immagine della macchina fotografica.

Che cos’era Photoshop prima della sua invenzione? Un’arte manipolatoria forse, ideata ben prima di Benjamin e del suo più famoso saggio intorno alla riproducibilità dell’opera d’arte. Ed è con questo punto di vista che il Metropolitan di New York, dal prossimo 11 ottobre, metterà in scena la mostra delle mostre, ovvero quelle immagini che risultano essere state alterate, manipolate e trasformate molto tempo prima dell’era digitale. Il “vintage” quando vintage non era ma risultava come l’accumulo di una sorprendente tecnica e manualità, nonché inventiva.

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set 2 2012

Le foto più famose del mondo – Paolo Pellegrin

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© Paolo Pellegrin/Magnum Photos

Fotografo: Paolo Pellegrin (1964)
Brad Pitt
Berlino, 2009

“Sono più interessato a una fotografia ‘incompiuta’ – una fotografia che è evocativa e può innescare una conversazione o un dialogo. Ci sono immagini che sono chiuse, finite, nelle quali non c’è modo di entrare”.

Paolo Pellegrin entra a far parte della Magnum Photos nel 2001 ed è membro ordinario dal 2005.

Nato a Roma nel 1964 frequenta inizialmente la facoltà di Architettura all’Università della Sapienza, ma abbandona gli studi senza conseguire la laurea durante il terzo anno di corso. Riconosciuto come uno dei maggiori fotoreporter di guerra collabora con testate giornalistiche quali Newsweek e New York Times magazine. E’ stato insignito di numerosi premi, tra cui la Robert Capa Gold Medal (2006), lo Eugene Smith Grant in Humanistic Photography (2006), l’Olivier Rebbot for Best Feature Photography (2004), la Leica Medal of Excellence (2001), otto World Press Photo tra il 1995 e il 2007.

Paolo Pellegrin

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Fonti: Magnum Photos – Wikipedia


ago 19 2012

Le foto più famose del mondo – Roger Viollet e Georges Lévy

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H. Roger-Viollet  - Incidente ferroviario alla stazione di Montparnasse Georges Lévy  - Incidente ferroviario alla stazione di Montparnasse

Fotografi: H. Roger-Viollet (sinistra) e Georges Lévy (destra)
Incidente ferroviario alla stazione di Montparnasse
Parigi, 1895

Viollet e Lévy hanno entrambi fotografato lo schianto, Viollet ne prese da dverse angolazioni.
Le immagini sono ormai da tempo fuori dal diritto d’autore e sono spesso utilizzate dalle aziende di poster per simboleggiare qualcosa che è andato storto.

Quando l’espresso Granville-Paris si stava avvicinando alla stazione di Montparnasse, il conducente Marie Guillaume Pellerin guardò l’orologio. Sapendo che sarebbe stato qualche minuto in ritardo sull’orario di arrivo delle 15:55, Pellerin mantenne la marcia ad alta velocità mentre si avvicinava alla stazione. Sapeva di poter mantenere l’alta velocità fino a quando in prossimità della stazione avrebbe azionato il freno ad aria Westinghouse per portare in sicurezza il treno alla fermata.          Tuttavia, in quel 22 ottobre 1895, il sistema frenante non funzionò ed il treno si schiantò alla massima velocità attraverso 30 metri di piazzale della stazione, sfondò una parete do 60 cm per fermarsi sul suolo 2 piani più sotto.                   Incredibilmente sul treno nessuno rimase ucciso e ci furono solo cinque feriti, tre dei quali membri dell’equipaggio. Purtroppo, però, Marie-Augustine Aguilard, la moglie di un giornalaio sulla strada sottostante, morì colpita dal muro che cadde. Era rimasta nell’edicola mentre il marito andò a prendere i giornali della sera.

Le foto più famose del mondo

Fonti: Roger-Viollet . fr – Wikipedia . org


ago 5 2012

Le foto più famose del mondo – Steve McCurry

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Le foto più famose del mondo – Steve McCurry

Fotografo: Steve McCurry (1950)
The Afghan Girl 
Pakistan, 1984

Steve McCurry ha fotograto Sharbat Gula, la ragazza afgana dagli occhi verdi, a Peshawar in Pakistan nel 1984 in un campo di rifugiati.

Lo scatto che ritrae il suo sguardo fiero, fu scelto come copertina da National Geographic l’anno dopo e fece il giro del mondo divenendo il simbolo della condizione dei profughi di ogni provenienza.

L’immagine è stata nominata come “la fotografia più riconosciuta” nella storia della rivista National Geographic ed il suo volto è diventato famoso ed è ora ricodato come “la foto di copertina di giugno 1985″. La foto è stata anche ampiamente utilizzata sulle brochure di Amnesty International, su poster e su calendari.

L’identità della “Ragazza afghana”, è rimasta sconosciuta per oltre 17 anni finché McCurry ed un team del National Geographic trovarono la donna, Sharbat Gula, nel 2002. Quando finalmente McCurry la ritrovò, disse: “La sua pelle è segnata, ora ci sono le rughe, ma lei è esattamente così straordinaria come lo era tanti anni fa”.

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lug 29 2012

Le foto più famose del mondo – Elliott Erwitt

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Le foto più famose del mondo – Elliott Erwitt

Fotografo: Elliott Erwitt (1928)
Segregated Water Fountains
North Carolina, 1950

“Fontane segregate”, scattata nel 1950, non è mai stato intesa come simbolo dell’era dei diritti civili. Gli capitò semplicemente di essere lì gli piaceva la giustapposizione degli elementi. Il risultato, però, è stato utilizzato da allora, in un primo momento come uno stimolo al cambiamento e poi come un richiamo alla bigotteria del passato. Erwitt dice: “Queste sono solo cose che si vedono. Non devi cercare nulla. E ‘tutto lì. ”

 Elliott Erwitt (1928)

Elliott Erwitt è un fotografo francese specializzato in fotografia pubblicitaria e documentaria, noto per i suoi scatti in bianco e nero che ritraggono situazioni ironiche ed assurde di tutti i giorni. Seguì lo stile di Henri Cartier-Bresson, maestro nel cogliere l’attimo decisivo. Durante la seconda guerra mondiale servì in Francia ed in Germania come assistente fotografo nell’esercito. In questo periodo Erwitt fu influenzato dall’incontro di fotografi famosi come Edward Steichen, Robert Capa e Roy Stryker. Quest’ultimo, l’allora direttore del dipartimento di fotografia della Farm Security Administration, assunse Erwitt per lavorare su un progetto fotografico per la Standard Oil. Dopo questo periodo iniziò la carriera di fotografo freelance, lavorando per riviste quali Collier’s, Look, Life e Holiday o aziende come Air France e KLM. Nel 1953 entrò a far parte della prestigiosa agenzia Magnum Photos, associazione che gli donò molta visibilità e che gli permise di intraprendere progetti fotografici in tutto il mondo. Uno dei temi che Erwitt ha spesso fotografato nella sua carriera sono i cani, i quali sono stati oggetto di quattro dei suoi libri: Son of Bitch (1974), Dog Dogs (1998), Woof (2005) e Elliott Erwitt’s Dogs (2008).

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Fonti: Magnum Photos – Wikipedia


lug 18 2012

I fotografi più famosi del mondo – Lewis Baltz

chiara raffo

Lewis Baltz (1945)

Fotografo statunitense che per primo nel 1975 ottenne un riconoscimento ufficiale conO l’inserimento in “New Topographics: Photographs of a Man-Altered Landscape”. Questo movimento aveva puntato l’accento sulla fotografia “controestetica”, dove la desolazione del paesaggio, soprattutto quella dovuta all’intervento umano sul paesaggio, era il soggetto principale.

Nei decenni successivi Baltz divenne uno dei più autorevoli promotori di un riadattamento critico della fotografia americana di paesaggio e di architettura, con le sue fotografie in bianco e nero a rilevare l’avanzata dello sviluppo industriale ed edilizio nei paesaggi aperti.

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lug 15 2012

Le foto più famose del mondo – Nick Ut

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Nick Ut

Fotografo: Nick Ut (1951)
Vietnam Napalm Girl
Saigon, 1972

Questa celeberrima fotografia è stata scattata dal fotografo dell’Associated Press Nick Ut (noto anche come Huynh Cong Ut), l’ 8 Giugno 1972 sull’autostrada vietnamita (Route 1) che porta da Saigon verso il confine con la Cambogia, appena fuori del villaggio di Trang Bang, circa 25 miglia a nord-ovest di Saigon.

Kim Phuc (9 anni) sta correndo nuda e gravemente ustionata in mezzo alla scena con il fratello maggiore, Phan Thanh Tam (12), che grida a sinistra. Suo fratello minore, Phan Thanh Phuoc (5), a sinistra sta guardando indietro verso il villaggio ed alla destra di Kim ci sono i suoi cugini piccoli Ho Van Bo, un ragazzo e Ho Thi Ting, una ragazza. Sono in fuga dal loro villaggio, attaccato da un bombardamento al napalm. La fotografia vinse il premio Pulitzer.

Nick Ut

Nato a Long An in Vietnam, Nick Út inizia a lavorare come fotografo per la Associated Press all’età di sedici anni, dopo che suo fratello maggiore Huynh Thanh My, anch’egli fotografo dell’ AP, era stato ucciso in Vietnam.
Attualmente Ut è cittadino degli Stati Uniti, vive a Los Angeles, e continua a lavorare come fotografo dell’ AP.

 

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Fonti: Associated Press – Wikipedia . org


lug 11 2012

I fotografi più famosi del mondo – Sharon Lockart

chiara raffo

Sharon Lockart (1964)

Fotografa statunitense che intreccia fotografia documentaria, come la semplice rappresentazione di un soggetto, con elementi che iniziano a sconvolgere le nostre sicurezze riguardo a tale condizione fotografica.

Dopo aver studiato all’Art Center College di Design a Pasadena e al San Francisco Art Institute, si trasferisce a Los Angeles, dove attualmente vive e lavora.

Nei ritratti della serie “Lunch break” l’artista incentra tutto sul momento di pausa di alcuni operai dei cantieri navali del Maine. L’opera completa è costituita da non solo fotografie, ma anche da oggetti e da un video della durata di 80 minuti, il tutto realizzato durante un anno nel quale l’artista ha vissuto a stretto contatto con i lavoratori, osservando la loro vita e intessendo con loro dei rapporti interpersonali.

Con la serie “Goshogaoka Girls Basketball Team” Sharon Lockart rappresenta una squadra di pallacanestro femminile giapponese, dimostrando l’equilibrio fra realtà e finzione per cui lei è famosa. Tagliando quanto basta il contorno delle scene, astrae la natura dei loro movimenti e del gioco.

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lug 8 2012

Le foto più famose del mondo – Robert Capa

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Robert Capa © International Center of Photography - Spagna, fronte di Cordoba, settembre 1936 - Morte di un miliziano lealista.

Fotografo:  Robert Capa (1913 – 1954)
Death of a loyalist militiaman (Morte di un miliziano lealista)
Cordova, Spagna, 1936

Con questa fotografia del 1936, Capa diviene famoso in tutto il mondo. Un soldato dell’esercito repubblicano viene colpito a morte da un proiettile sparato dai franchisti. Questa foto è tra le più famose fotografie di guerra mai scattate. Fu pubblicata, per la prima volta, sulla rivista VU, poi su Life, sul Picture Post e poi migliaia di altre volte.
A partire dagli anni 70, la foto è stata al centro di una lunga diatriba in merito alla sua autenticità che sembra ora confermata. La disputa era sul luogo della morte del miliziano. Capa ha così commentato: “Per scattare foto in Spagna non servono trucchi, non occorre mettere in posa. Le immagini sono lì, basta scattarle. La miglior foto, la miglior propaganda, è la verità.”

Robert Capa

Robert Capa, pseudonimo di Endre Erno Friedmann,  è stato un fotografo ungherese.  Nel 1947 a Parigi fonda – assieme a Henri Cartier-Bresson, David “Chim” Seymour e George Rodger – l’agenzia cooperativa Magnum, diventata una delle più prestigiose agenzie fotografiche.

Capa era famoso anche per la sua temerarietà, che lo aveva portato ad andare all’attacco con la prima ondata nello Sbarco in Normandia e a paracadutarsi da un aereo assieme ai militari professionisti per ritrarre da vicino l’attraversamento del Reno.
La sua passione e la sua vita, l’amore per la fotografia, lo porta a morire nel 1954 durante la Prima Guerra d’Indocina, al seguito di una squadra di truppe francesi, saltando in aria dopo essersi inoltrato inavvertitamente in un campo minato.

I suoi reportage rendono testimonianza di cinque diversi conflitti bellici: la guerra civile spagnola (1936-1939), la seconda guerra sino-giapponese (che seguì nel 1938), la seconda guerra mondiale (1941-1945), la guerra arabo-israeliana (1948) e la prima guerra d’Indocina (1954).

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Fonti: Magnum Photos - Wikipedia

 


lug 3 2012

I fotografi più famosi del mondo – Gabriele Basilico

chiara raffo

Gabriele Basilico (1944)

Fotografo italiano, i cui campi d’azione privilegiati sono il paesaggio industriale e le aree urbane. Dopo gli studi in Architettura, si avvicina alla professione di fotografo lavorando su commissione per riviste di architettura specializzate. Lavora con il banco ottico ed in bianco e nero.

Nel lavoro “Beirut” del 1991 la città, fotografata dalla cima di un tetto, si presenta come un’area molto popolata. Rappresenta con nitidezza scheletri di edifici bombardati. Colloca la strada ed i segni dell’attività umana al centro dell’immagine, facendola proseguire fino all’orizzonte e quindi enfatizzando la sensazione di un’umanità che non si arrende.

“Con le sue immagini, dalla controllata, consapevole tensione metafisica, egli ha efficacemente collaborato a presentare in questi ultimi anni il gusto post modern, rilevando visivamente alcune dimenticate architetture industriali e di periferia, rivalutate come reperti archeologici e fissate con un chiaroscuro intenso ed una prospettiva sfuggente e basculata, nello stile sofisticato anni ’30″. Italo Zannier, Storia della fotografia italiana

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lug 1 2012

Le foto più famose del mondo – Slava Veder

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Slava J. Veder - Burst of Joy

Fotografo:  Slava J. Veder (1926)
Burst of Joy (Esplosione di Gioia)
San Francisco, 1973

Mentre era nell’ Air Force, Robert Stirm sposò Loretta, nel 1955. Ebbero quattro figli Lorrie Alynne, Robert L. Jr., Roger David e Cynthia “Cindy” Leigh. Dopo quasi 6 lunghi anni di prigionia a seguito dell’abbattimento del suo aereo, finalmente Robert tornò a casa dal Vietnam. La famiglia lo aspettava nella station wagon  sulla pista dell’aeroporto della Travis Air Force Base. I minuti passavano e sembravano ore ma alla fine, dopo le le formalità, i bambini saltarono fuori dalla macchina e corsero verso il padre. Lorrie ricorda che “voleva solo arrivare a papà più veloce che potevo, non sapevamo se sarebbe mai tornato a casa…”

Slava J. Veder è nato il 30 agosto 1926 a Berkeley, California. Entra a far parte Almeda Times-Star prima di passare al  Tulsa World dove ottenne lavoro come editor. Nel 1956 abbandona il Tulsa e lavora come editor per veri giornali in giro per l’America. Nel 1961 tornò in California a lavorare per la Associated Press a Sacramento prima del trasferimento alla sede AP di San Francisco. E ‘stato a San Francisco che ha scattato “Esplosione di gioia” che un anno dopo gli ha valso il Pulitzer.

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Fonti: Pulitzer . org – Wikipedia . org


giu 24 2012

Le foto più famose del mondo – Helmut Newton

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Helmut Newton - Self Portrait with wife and models, 1981

Fotografo:  Helmut Newton (1920 – 2004)
Self portrait with wife and models
Parigi, 1981

La fotografia è stata scattata nel 1981 nello Studio Vogue a Parigi. Ritrae la modella, Newton e la moglie June Brown Newton, conosciuta come Alice Springs.

Helmut Newton

Nato a Berlino nel 1920 da genitori entrambi ebrei, crescie nella buona borghesia Berlinese degli anni ’20-’30. Frequenta il Werner von Trotschke Gymnasium e la Scuola Americana a Berlino. Interessato alla fotografia fin da piccolo, lavora con la fotografa tedesca Else Simon, conosciuta come Yva. A seguito delle leggi razziali lascia la Germania nel 1938 imbarcandosi a Trieste e rifugiandosi a Singapore e lavorando come fotografo per il Straits Times. Prende servizio nell’esercito australiano durante la Seconda guerra mondiale, dal 1940 al 1945.

Il 13 maggio 1948 sposa l’attrice australiana June Browne nota come fotografa con lo pseudonimo di “Alice Springs” (dal nome della omonima città australiana). Dopo la guerra lavora come fotografo freelance producendo scatti di moda e lavorando con riviste come Playboy. Dalla fine degli anni cinquanta in poi si concentra sulla fotografia di moda.

Si stabilisce a Parigi nel 1961 e intraprende una carriera come fotografo di moda professionista. I suoi scatti appaiono su varie riviste tra cui i magazine di moda Vogue, L’Uomo Vogue, Harper’s Bazaar, Elle , GQ, Vanity Fair, Max e Marie Claire. Il suo particolare stile è caratterizzato dall’erotismo patinato, a volte con tratti sado-masochistici e feticistici. Un attacco di cuore nel 1970 rallenta la sua produzione ma aumenta la sua fama, in particolare con la serie “Big Nudes” del 1980 che segna la vetta del suo stile erotico-urbano, sostenuto con un’eccellente tecnica fotografica. Crea inoltre molti ritratti e altri studi fotografici e incomincia a lavorare per Chanel, Gianni Versace, Blumarine, Yves Saint Laurent, Borbonese e Dolce & Gabbana. Nel 1984 insieme a Peter Max realizza il video dei Missing Persons Surrender your Heart.

In seguito vive a Monte Carlo e Los Angeles. Muore in un incidente stradale a Hollywood quando la sua macchina si schianta su un muro del famoso Chateau Marmont, l’hotel sul Sunset Boulevard che era stata per anni la sua residenza quando abitava nella California del Sud. Le sue spoglie sono state poste a Berlino nel cimitero ebraico di Friedenau, la sua tomba è collocata a qualche metro da quella di Marlene Dietrich.

Le foto più famose del mondo

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Fonti: Helmut Newton Foundation - Wikipedia


giu 20 2012

I fotografi più famosi del mondo – Hiroshi Sugimoto

chiara raffo

Hiroshi Sugimoto (1948)

Fotografo ed artista giapponese, nel 1974 riceve il BFA in Fine Arts presso l’Art Center College of Art and Design in Los Angeles, di seguito si stabilisce a New York.

Fortemente influenzato da Marchel Duchamp ed interessato all’architettura del XX°secolo, il suo lavoro è diviso in serie con diverse tematiche. Utilizza una camera 8×10 a grosso formato e le sue lunghe esposizioni l’hanno acclamato come fotografo dalle elevate qualità tecniche.

Nel 1976 inizia il suo lavoro chiamato “Dioramas”, nel quale fotografa attraverso i vetri dei vari “stands” del Museo di Storia Naturale di New York. Gli animali all’interno delle immagini, se non esaminati attentamente, dichiarano la loro veridicità. Nel 1999 con la sua serie “Portraits” utilizza un’idea simile alla precedente e fotografa, all’interno del Museo delle cere, Enrico VIII e le sue mogli.

Le immagini di Sugimoto, caratterizzate da uno stile oggettivo, limitano radicalmente le nostre speranze di poter conoscere qualsiasi cosa di fondamentale di una persona attraverso la sua immagine fotografica. Viene messa in discussione l’idea che i segni dei nostri dettagli biografici siano tracciati sui nostri volti e che gli occhi siano finestre nell’anima.

Iniziata nel 1978, la serie “Theatres” è costituita da immagini scattare all’interno di cinema e drive ins, con un tempo di esposizione lungo tanto quanto l’intero film proiettato, creando uno sguardo surreale.

Nel 1980 inizia a lavorare sulla serie “Seascapes”, immagini del mare e del suo orizzonte. Vent’anni dopo immagini sfocate di architetture moderne compongono la serie “Architecture”. Leggi tutto