Verso la fine degli anni 20, le tavole di Karl Blossfeldt, divennero il lavoro piu’ discusso del periodo fra le due guerre. I suoi studi sulle piante affascinarono l’Avanguardia contemporanea, e influenzano ancora l’odierna fotografia sia convenzionale che concettuale.
Heinrich Zille, è stato anche fotografo, ma il suo lavoro non fu scoperto fino agli anni ’60. L’opera costituita da piu’ di 400 fotografie è ora apprezzata come importante contributo alla storia della fotografia moderna.
Autunno in Charlottenburg, un piccolo centro fuori Berlino. Due donne, presumibilmente madre e figlia, stanno spingendo un carro carico di legna. Devono aver già fatto alcuni chilometri dalla foresta di Grunewald. I loro abbigliamento indica chiaramente il loro stato sociale. Il legno non era solamente utilizzato come fonte di riscaldamento, ma serviva anche per cucinare essendo il combustibile piu’ economico a disposizione.
Gaspard Félix Tournachon, che iniziò a firmarsi Nadar nel 1838, cominciò la sua carriera come critico teatrale, scrittore, editore di riviste letterarie e caricaturista.
Durante il diciottesimo e diciannovesimo secolo – l’era dell’industria e della tecnologia – la natura venne in qualche modo riscoperta. I paesaggi idealizzati della pittura classica furono sostituiti dagli scenari ambientali percepiti attraverso l’occhio analitico della scienza, e la fotografia era al suo posto come mezzo adatto a seguire le necessità della sua epoca. Nella nuova, realistica interpretazione del paesaggio, il piu’ giovane dei due fratelli Bisson era un indiscusso pioniere.
Parigi, Giugno 1854: Non conosciamo il suo nome né la sua età. Con ogni probabilità è una modella professionista. Non mostra il viso in un gesto che può essere interpretato come una precisa volontà di restare nell’anonimato, anche se esistono altre variazioni di questa posa dove il giovane viso si intravede.
Anche a 150 anni da questa fotografia, l’immagine ci appare sorprendentemente moderna.
Era Eugène Durieu ad impugnare la camera, mentre Eugène Delacroix dirigeva la scena. Leggi tutto
Questa veduta doveva essere molto familiare all’autore, Niécephore Niépce, dalla finestra al secondo piano della sua casa di famiglia nel villaggio di Saint-Loup de Varennes. Possiamo solo immaginare quante volte deve aver guardato fuori oltre la sua scrivania, magari pensoso in cerca d’ispirazione.
Ma quello che vedeva alla fine fu catturato dalla sua camera. View from the Study Window in Maison du Gras, (Giugno Luglio del 1827) è la prima immagine permanente della storia della fotografia.
Ed era proprio la veduta dalla sua finestra che cercava di catturare a partire dal 1816 nei suoi “disegni con la luce”. Ci si può chiedere cosa lo motivasse tentativo dopo tentativo a indirizzare l’occhio della sua camera fuori dalla finestra.
Per quelli che nel digitale il Bianco & Nero si ricava dalla elaborazione successiva di uno scatto originariamente a colori, segnalo una utilissima applicazione per Photoshop creata da Alien Skin Software, chiamata Exposure 3 (esiste sia versione per Win che per Mac).
Si tratta di una funzione aggiuntiva a quelle di base del filtro di Photoshop e permette di convertire le immagini digitali dal colore al BN dando l’effetto della pellicola fotografica tradizionale.
La scelta tra le pellicole è ampia, dalle Afga 25, 100 e 200, alle Il Ford alle Kodak di diversa sensibilità; una volta selezionata la propria preferenza è poi possibile intervenire sia sulla ripartizione percentuale tra rosso verde e blu, sia su contrasto, ombre, mezzitoni e alte luci. Exposure3 include anche una serie di altre modifiche pre-impostate dedicate al colore, oltre ad effetti come vignettatura e simili.
Dal sito www.alienskin.com è possibile scaricare una versione gratuita di prova della durata di 30 gg.
Per chi come me ha cominciato a fotografare con reflex analogica, il passaggio al digitale ha risolto molti aspetti pratici (e penso primo tra tutti al vantaggio di vedere subito dopo lo scatto se i parametri scelti abbiano consentito di ottenere il risultato voluto); nonostante questo ancora non mi era del tutto chiara la relazione tra obiettivi e macchine differenti tra loro analogiche o digitali che fossero.
Per coloro che non si sentono ancora come me ferrati sull’argomento riporto quanto raccolto da una piccola ricerca on-line.