Jerzy
Grotowski è
stato un regista teatrale polacco, una delle figure di spicco
dell'avanguardia teatrale del Novecento. È ricordato per
aver
ideato una straordinaria e rivoluzionaria tecnica di "allenamento" per
gli attori, innovazione, questa, di importanza tale da aver creato un
precedente ancora oggi considerato "necessario", che ha modificato
profondamente la figura dell'attore nell'ambito dell'arte teatrale.
« Eliminando gradualmente tutto ciò che
è
superfluo, scopriamo che il teatro può esistere senza
trucco,
costumi e scenografie appositi, senza uno spazio scenico separato (il
palcoscenico), senza gli effetti di luce e suono, etc. Non
può
esistere senza la relazione con lo spettatore in una comunione
percettiva, diretta. Questa è un'antica verità
teoretica,
ovviamente. Mette alla prova la nozione di teatro come sintesi di
disparate discipline creative; la letteratura, la scultura, la pittura,
l'architettura, l'illuminazione, la recitazione... »
(Jerzy Grotowski, Per un Teatro Povero)
Lo spettacolo è il frutto di una ricerca
sull’azione e il senso della parola poetica. Diretto da Mario
Biagini e basato sulle opere di Allen Ginsberg, è composto
da
sequenze di strutture drammatiche – canto ritmo danza poesia
azione – nelle quali la parola poetica scorre e interagisce
con
il tempo storicamente individuato in cui si svolge la nostra esistenza.
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